Cibo a domicilio, i numeri del food delivery

Quanto vale il mercato del food delivery in Italia e quanto lavoro crea la consegna del cibo a domicilio, soprattutto ora che sono entrate le criptovalute nel settore alimentare e della ristorazione.

Consegna cibo a domicilio in Italia

Un mercato da 2 miliardi di Euro solo nel Belpaese anche se questa attività deve ancora ingranare. Si tratta del food delivery, un settore in crescita, con grandi potenzialità ma con tanti difetti, come evidenzia una ricerca ordinata da Comunicatica, la holding che detiene partecipazioni indirette in Moovenda e Prestofood, startup che basano la loro idea sul cibo a domicilio. Prima di tutto, non si è riusciti ad individuare un leader assoluto di questo mercato, visto che il primato lo detiene uno o l’altro in base alla città o alla provincia. C’è anche da dire che queste ditte, quasi sempre internazionali, faticano a rivelare questi dati. Ma vengono fornite delle indicazioni molto importanti, come ad esempio il buon funzionamento di app e siti come Deliveroo, visto che il totale ordini ammonta a 20 milioni di Euro, ma mancano i numeri di altri colossi che in Italia stanno spopolando, come JustEat, Uber Eats, Glovo e Foodora.

Tra gli operatori nati in Italia, Moovenda e Foodracers dichiarano transazioni oltre i 2,5 milioni di Euro, seguiti da Bacchette e Forchette con due milioni e Prestofood che supererebbe timidamente il milione. Sicuramente, Moovenda  è il  primo operatore del settore tra le società fondate in Italia per numero di ordini, visto che ha superato i 100mila SI classificano secondo e terzo Foodracers con 98mila e PrestoFood con 54mila.

Distribuzione food delivery Italia

Certamente, il numero elevato delle transazioni e il timido successo in Italia è stato influenzato anche dalla diffusione del servizio di consegna cibo a domicilio, ovvero in quante città opera e quanti abitanti può coprire. Ebbene, JustEat, uno dei primi in Italia, copre 20 città, seguito da Deliveroo e Glovo con 10. Foodora per ora si concentra su 4 centri, mentre altre startup hanno scelto un approccio diverso che va oltre il singolo mercato locale. Ovviamente, comparando i dati con i colossi internazionali, il sito Takeaway.com supera il miliardo, mentre JustEat e GrubHub vanno oltre i 400. E’ un settore appena nato nel Belpaese, ma del resto, si sa che in fatto di alimentazione e ristorazione, gli italiani sono restii alle novità, in quanto gelosi dei propri prodotti. E non sono mancate le critiche al servizio anche da parte di illustri chef, come il celebre Carlo Cracco che trova inconcepibile pagare per degli alimenti a domicilio solamente perché te li portano a casa, e per giunta freddi, quindi non si godono in tutta la loro bontà.

Food Delivery, Lieferando accetta BTC

Abbiamo accennato prima al colosso mondiale del settore, chiamato Takeaway.com. Si tratta di una società internazionale nel settore della ristorazione a domicilio e non, la quale ha Lieferando, un portale tedesco di consegna fast food. Ebbene, le criptovalute sono arrivate anche qui, visto che hanno iniziato ad accettare Bitcoin per gli ordini. E’ ancora il primo del settore food delivery a farlo, e questo fa capire anche come mai la società si trova ai vertici della precedente classifica. Come per i food delivery italiani, Lieferando mette a disposizione il sito e la sua app, in modo che i clienti possano scegliere il metodo di pagamento preferito e provvedere al saldo del cibo da asporto ordinato. E’ un passo avanti per l’accettazione e l’utilizzo dei BTC in Germania, e magari nel mondo, visto che ci sono accesi dibattiti a livello di accettazione economica e legislativa. Le criptomonete e i metodi per guadagnarle fanno paura, visto che ce ne sono di controversi come Bitcoin Code, ma sono in molti a contare sullo sviluppo di questo settore e che le attività commerciali e soprattutto i ristoranti di oggi categoria possano adottare le e-currency come metodo di pagamento alternativo ai contanti e alle carte di credito.

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