I migliori supplì di Roma

Il supplì è un vero e proprio simbolo della città di Roma.

Non esiste una pizzeria che non proponga questo straordinario street-food come una sorta di “antipasto” prima di mangiare una bella pizza appena sfornata. Il supplì ha una storia antichissima, tanto che esiste già dai primi anni dell’800 quando veniva fritto e venduto negli angoli di Roma.

Gli ambulanti girovagavano per i vicoli con un’enorme pentola piena d’olio bollente per preparare le polpette di riso e servirle al momento. La prima testimonianza ufficiale è del 1847 quando il supplì (che all’epoca era “la supplì”) comparve nel menu della “Trattoria della Lepre”.

Il nome sembra essere un retaggio dall’inglese “surprise”, perché la sorpresa consiste nel filante cuore di mozzarella sciolta nascosto dentro il riso al ragù, racchiuso a sua volta in una croccante panatura esterna.

Il supplì, insomma, è un vero e proprio must della cucina romana, da gustare seduti al tavolo in pizzeria oppure come cibo di strada, da mangiare mentre si ammira la bellezza della Città Eterna.

Il “Pizzarium” di Gabriele Bonci è famoso per pane e pizza, ma anche i supplì ed i fritti proposti non vanno sottovalutati. Immancabile il supplì classico con sugo al ragù di carne e mozzarella filante al quale si affiancano proposte innovative e varianti più originali come ad esempio il supplì broccolo e salsiccia oppure quello alla Carbonara. Assolutamente da assaggiarli tutti.

“I Supplì” è un piccolo locale nei pressi di Trastevere che non necessita di grandi presentazioni. In cucina si preparano mediamente 800-1000 supplì. Ingredienti selezionati e tradizione sono i valori fondamentali alla base del locale. Oltre alla versione classica, sicuramente vanno provate le varianti proposte.

Nel locale “Il Mattarello d’oro” il vero supplì viene fatto a mano, come una volta. Il prodotto servito qui è specializzato nella friggitoria da oltre 40 anni. Questo spiega come i supplì del locale rientrino con pieno diritto tra i migliori della Capitale.

L’attenzione artigianale di ciascun pezzo fa la differenza sostanziale. Ogni supplì è costituito da circa 150 grammi di riso con una panatura sottile ma croccante. Anche qui sono disponibili alcune varianti della ricetta classica,.

Il vero supplì per essere buono deve essere “al telefono”, ossia la mozzarella all’interno deve “filare”. Oggi il supplì è diventato protagonista di numerose sperimentazioni culinarie e non mancano locali e ristoranti che propongono versioni originali ed innovative di questo tradizionale street-food romano.

Tra i maggiormente amati dal pubblico sicuramente rientrano i supplì in cui vengono riprodotte ricette romane come la Carbonara, la Cacio e Pepe, l’Amatriciana oppure al sugo di Coda alla Vaccinara.

Alcune versioni più “gourmet”, invece vedonno protagonisti ingredienti ricercati come pistacchi di Bronte, ‘nduja calabrese oppure a base di sughi di pesce.

Insomma, negli anni il supplì è rimasto sempre un punto fermo nella cucina romana, riuscendo comunque a tenere il passo con i tempi rimanendo ancorato alla tradizione capitolina ma aspirando ad una diffusione maggiore, capace magari di raggiungere il resto d’Italia e del mondo, proprio come già avvenuto con il suo “parente” più vicino, l’arancino siciliano.

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